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il blog di Giovanni Panettiere
Assunto a Forlì... a tempo determinato
post pubblicato in diario, il 11 luglio 2009


Un tranquillo pomeriggio in redazione ad ultimare l'ennesimo speciale. L'intervista al rettore di Macerata, due chiacchiere con il Magnifico di Ferrara: il lavoro sull'università dell'Emilia Romagna e delle Marche deve essere chiuso al più presto. Entro lunedì. Ieri tutto procede come al solito, senza un'onda o una brezza particolare, tanto che la sera sembra incamminarsi lungo  i ciottoli della noia. Poi, ad un tratto, la telefonata, quella che mi aspettavo da un giorno all'altro. Quella che desideravo da sempre e che non avevo mai perso la speranza di ricevere: dall'altra parte della cornetta, una voce femminile mi annuncia che... dall'inizio della prossima settimana sarò in organico nella redazione del Resto del Carlino di Forlì. Assunto e chi se ne frega se è, almeno per il momento, solo a tempo determinato. Si parte con un carico di paura da scrollarsi di dosso il prima possibile.

                                                                                                                 Giovanni Panettiere


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Resto fiducioso
post pubblicato in diario, il 29 giugno 2009


Non resta che aspettare. Non so quanto, ma,prima o poi, arriverà questo maledetto contratto a tempo determinato. I miei genitori sono preoccupati: mamma già ipotizza un ripiego in banca,papà stramaledice la mia scelta di fare il giornalista. Eppure io sono fiducioso. Chissà, forse, mi manderanno a Macerata o a Fano. Pazienza, è pur sempre l'inizio di un sogno, giorno dopo giorno, più vero.

                                                                                                                                  g. p.



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Flavio Delbono sindaco di Bologna
post pubblicato in diario, il 23 giugno 2009


Bologna resta rossa e a Cazzola non riesce il miracolo (o l'incubo). Dall'altra parte, a voler essere schietti, l'operazione per l'ex patron della Virtus  era impossibile. La destra, già divisa al primo turno, non poteva vincere, solo la sinistra poteva perdere. E così non è stato, anche se la necessità del doppio turno ridimensiona un po' la vittoria. Tuttavia, alla fine, quel che conta è il risultato. Il resto sono solo chiacchiere.
                                                                                                                                   g. p.




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Il Pd bolognese rischia: ma se ne accorge?
post pubblicato in diario, il 11 giugno 2009




Un motto di Mao recitava: <Abbiamo nelle nostre mani l'arma potente della critica e dell'autocritica>. Nulla di più adatto alla situazione del Pd di oggi a cui si chiede un'opposizione più incisiva al governo Berlusconi - con una proposta chiara e ferma per un'Italia diversa - e, soprattutto, una riflessione seria su di sè. Perché i numeri parlano chiaro. Sbraitano. Solo sotto le Due Torri, rispetto alle politiche 2008, il partito ha smarrito 8 punti percentuali, scivolando dal 48,5% delle politiche 2008 (lo so che c'erano anche i radicali, ma, siamo sinceri, la 'scialuppa di salvataggio' fa acqua da tutti i pori!) al 40,5% delle amministrative. Dicesi emorargia di consensi.

Bisogna che tornino in mezzo alla gente, andando fuori dalle sezioni. Politici seri come Maurizio Cevenini lo hanno capito (tanto che è stato il più votato tra tutti i candidati in consiglio comunale), altri, (troppi!) se ne fregano. Continuano a pensare che basta il simbolo sulla scheda. Il 'bolognese' capisce. Non è vero: il cambiamento antropologico, intravisto già da Pierpaolo Pasolini a metà degli anni '70 e accellerato dal 'ventennio Berlusconi', non risparmia neanche Bologna. Solo i ciechi e i superbi non se ne accorgono.

                                                                                                 Giovanni Panettiere


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A Bologna è ballottaggio
post pubblicato in diario, il 9 giugno 2009


Ed è ballottaggio, a Bologna. Brutto segno e, soprattutto, pessima prestazione per Bologna Città Libera. Pensavo a qualcosa di più, pazienza...



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Campionato di giornalismo
post pubblicato in diario, il 2 giugno 2009


La vittoria sorride alle Galilei

di Sasso Marconi


Bologna, 1 giugno 2009

Fino all’ultimo hanno sperato di veder trionfare la loro scuola, ma, alla fine, una sola si è aggiudicata il primo posto. Come da copione in qualsiasi campionato che si rispetti. Venerdì più di 300 ragazzi, in rappresentanza dei venti istituti secondari di primo livello coinvolti, hanno gremito la sala Imperiale dell’hotel Carlton, in occasione delle premiazioni per la seconda edizione di ‘Cronisti di classe’, il concorso di giornalismo promosso dal Resto del Carlino tra le medie di Bologna e provincia.

La vittoria è andata alla scuola Galileo Galilei di Sasso Marconi che si è aggiudicata una targa personalizzata con il tradizionale ‘Carlino d’oro’. Al secondo posto, sono arrivati, ex aequo, gli istituti Malpighi e Guercino di Bologna, premiati con un ‘Carlino d’argento’. Terzi, i giovanissimi della media Jacopo della Quercia, la vera sorpresa della presente edizione dopo che, l’anno scorso, erano stati il fanalino di coda della classifica generale. Anche per loro una targa in argento ‘su misura’. La scuola Guido Reni, sempre di Bologna, ha ottenuto, invece, il riconoscimento speciale per la pagina più votata in assoluto tra le cinquantuno pubblicate in questi mesi sul Resto del Carlino.

L’organizzazione di ‘Cronisti di classe’ è stata possibile grazie al contributo di alcuni sponsor, Hera, Società Dolce e Granarolo. Tutti i partner hanno partecipato alla giuria del campionato e alla mattinata all’hotel Carlton, insieme all’assessore alla Cultura della Provincia, Simona Lembi, a Stefania Aluigi dell’assessorato alla Cultura del Comune e al direttore del Resto del Carlino, Pierluigi Visci. In sala anche il vicedirettore Pierluigi Masini.  "Questa iniziativa — ha affermato Annamaria Ponti dell’ufficio marketing della Società Dolce, davanti alla platea dei ragazzi — è un osservatorio privilegiato per fare capire, a noi adulti, quello che pensate voi su tematiche importanti, come l’integrazione razziale. Che considerate non un problema, bensì una possibilità d’incontro".  Da Leonarda Maresta, responsabile dell’ufficio stampa di Hera, è giunto un sentito invito alle nuove generazioni "a non perdere mai la passione di scrivere e di leggere. La parola e la comunicazione aprono la testa, il cervello e il cuore". Per Giorgio Ciani, direttore della comunicazione di Granarolo, gli articoli delle scuole che hanno partecipato al campionato rivelano "una maturità che non mi sarei aspettato e che io alla vostra età non avevo".  

Al termine della premiazione la sala è stata invasa dal calore dei ragazzi che hanno socializzato fra loro con canti e chiacchiere.  Ad ognuno sono stati offerti gli yogurt della Granarolo, un modo fresco per far festa, anche se non si ha vinto. Tanto, con il nuovo anno scolastico partirà la terza edizione del campionato, la palla tornerà al centro e i giochi saranno tutti da rifare

Giovanni Panettiere

tratto

da www.restodelcarlino.it


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Coerenza, coerenza e ancora coerenza
post pubblicato in diario, il 26 maggio 2009


C'era un prete che se la prendeva con il rischio di un ritorno alla messa tridentina, che, in privata sede e lontano dal taccuino del cronista, borbottava contro l'ausiliare reazionario. C'era un sacerdote che non si poneva problemi a vedere, insieme a un manipolo di giovani credenti, un documentario sugli abusi sessuali del clero, che voleva partecipare agli incontri di uno scalcagnato movimento cattolico progressista. Era vicario parrocchiale in una chiesa della periferia... Ma non cercatelo, non esiste più. Al suo posto, il fresco parroco di una comunità importante, l'insegnante di religione in un liceo privato, il prete che confessa di avere <un debito grande nei confronti del carisma di don Giussanii>. Insomma, ecco tutti gli ingredienti per una conversione sulla via di Cl. O, forse, per proclamare un nuovo... mistero della fede!

                                                                                                                                          g. p.

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Scampia, intervista a padre Fabrizio Valletti
post pubblicato in diario, il 23 maggio 2009


padre Fabrizio Valletti

IL GESUITA OSPITE OGGI DELL'UNIVERSITA' PRIMO LEVI

Padre Valletti, parroco a Scampia
<La camorra si può sconfiggere>


Scampia, una delle roccaforti della Gomorra di Roberto Saviano, il ‘paradiso della droga’ in Europa per quantità smerciata di eroina e cocaina. O, più semplicemente, il quartiere della periferia napoletana, dove 80 mila persone vivono stipate in palazzi fatiscenti. E' in questo contesto, <devastato dalla violenza e dall'illegalità>, che opera padre Fabrizio Valletti, gesuita nato a Roma nel 1938 e con un passato di assistenza ai carcerati nel penitenziario della Dozza. Adesso, a Scampia, questo prete di strada dirige il Centro Hurtado, in prima linea nella lotta per strappare le nuove generazioni alle lusinghe della Camorra. Oggi, padre Valletti sarà ospite dell'ateneo per la terza età, Primo Levi, invitato dal presidente Paolo De Donato, alle 15,30 nell’Aula absidale di Santa Lucia di via Castiglione. Terrà una relazione sulla cultura in contesti di cambiamento sociale, proprio come Scampia, dove, pur se lentamente, qualcosa si muove.

Padre Valletti, quale è la missione del Centro Hurtado?

<E' una realtà sorta tre anni fa da un accordo tra la Compagnia di Gesù e il Comune di Napoli, proprietario dello stabile. Il centro svolge un'attività di formazione al lavoro per i ragazzi, in più abbiamo una biblioteca, dei laboratori e un centro di proiezione audiovisiva. Vogliamo offrire al quartiere un'occasione di crescita culturale>.

E' davvero possibile salvare i giovani da un futuro di criminalità?

<Sì, anche se manca un disegno unitario, soprattutto, da parte della politica. A Scampia lavorano parrocchie e associazioni e lo stesso arcivescovo, Crescenzio Sepe, sente molto l'impegno per la legalità, non che il predecessore, il cardinale Michele Giordano, fosse disinteressato, ma era diverso. Ci si sta rimboccando le maniche in molti, tuttavia la strada da compiere è lunga e difficile>.

Lei, va in visita anche ai detenuti di Poggioreale. Cosa prova quando guarda negli occhi gli uomini della Camorra dietro alle sbarre?

<Spero solo che scoprano di essere persone buone, perché la possibilità di cambiare la propria vita non è negata a nessuno. Quando si cerca di dare un domani di giustizia e legalità ai loro figli, tanti di questi carcerati sono contenti>.

Non vogliono che i propri ragazzi seguano le orme dei padri.

<Proprio così ed è un segno di speranza. Se è vero che per ora vince ancora la Camorra, non dobbiamo dimenticare che i camorristi sono degli uomini. Possono pentirsi>.
                                                                                     Giovanni Panettiere

pubblicato su 'il Resto del Carlino', cronaca di Bologna
20 maggio 2009

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Vecchiettine troppo zelanti
post pubblicato in diario, il 14 maggio 2009


MONITO DI CAFFARRA

<No alle ostie in mano: c’è chi le ruba>

L’arcidiocesi si prepara ad accogliere la Madonna di San Luca. Sabato, come tradizione, la Vergine scenderà sotto le Due Torri e resterà esposta nella cattedrale di San Pietro sino a domenica 24. Nell’occasione, verrà applicato il decreto dell’arcivescovo Carlo Caffarra, emanato il 27 aprile, sulla distribuzione della Comunione ai fedeli. Eucarestia in mano o sulla lingua? Nella cattedrale di San Pietro, nella basilica di San Petronio e nel santuario della Madonna di San Luca non sarà più possibile scegliere come ricevere l’ostia consacrata. Il cardinale ha disposto, d’ora in avanti, la distribuzione solo in bocca del santissimo sacramento. <Si eviti il più possibile - scrive l’arcivescovo nel decreto – che il Santissimo Sacramento dell’Eucarestia sia trattato con superficialità o addirittura in modo irriverente o, peggio ancora, sacrilego. Dobbiamo, infatti, prendere atto che purtroppo si sono ripetuti casi di profanazione dell’Eucarestia approfittando della possibilità di accogliere il Pane consacrato sul palmo della mano>. Negli ultimi mesi, ai piani alti di via Altabella, sono stati segnalati episodi – soprattutto nelle tre chiese interessate del nuovo obbligo – di fedeli, i quali, una volta ricevuta in mano l’Eucarestia, l’hanno riposta in tasca o in borsa. Comportamenti che celano pratiche inquietanti: si va dall’adorazione eucaristica ‘casalinga’ a riti satanici. <Senza dimenticare - aggiunge don Andrea Caniato, incaricato diocesano per la pastorale delle comunicazioni sociali – quei turisti che, non conoscendo il significato autentico della Comunione, si portano via l’ostia>. Come se fosse un souvenir.

                                                                                               Giovanni Panettiere

Pubblicato sul ‘Resto del Carlino’, cronaca di Bologna

11 maggio 2009


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Senza ritardi, senza anticipi
post pubblicato in diario, il 2 maggio 2009


Non so che cosa sia l'amore. Ne ho solo un'idea incerta, eppure mi avvicino ai 28 anni. Ma che c'entra, questo sentimento non si acchiappa mai. Puoi credere di aver raggiunto il suo senso e, poi, quando pensi di aver compreso tutto dell'amore, ti accorgi che ti è sfuggito di mano. Così, senza neanche aver avuto il tempo di rendertene conto. Eppure voglio provare anche io a dir la mia sull'amore.  Chissà, forse, amare significa voler star con lei sempre. Sia quando si piange, sia quando si sorride. Insieme, comunque e dovunque. Oppure l'amore, più semplicemente, è sentirla parlare a ruota libera del suo desiderio d'iscriversi a un corso di fotografia. Non sa quando, ma vuole farlo. Tanto l'uomo si ostina a pensare la vita come una strada lunga, senza fine e, invece, si parte quando uno meno se l'aspetta. Non ci resta, allora, che pianificare i nostri giorni, consci dell'essere esseri di passaggio. E mentre mi arrovello sulla fragilità della vita, la guardo ,stanco e accucciato sul sedile, neanche troppo sporco, dell'espresso che da Bergamo ci porterà a Milano. Prima tappa del ritorno sotto le Due Torri. Il treno è fermo sul primo binario, mancano meno di quattro minuti alla partenza, ma non accenna a schiodersi dalle rotaie. Guai a sganciarsi un pelino in anticipo. Alla mia destra, due bambini non ne vogliono sapere di fare la doccia, una volta rientrati a casa. Le madri insistono, la disobbedienza tiene testa all'autorità. Intanto, lei mi parla di flash, zoom, inquadrature. Non si ferma più e io continuo ad ascoltarla. O, forse, non più, perché mi accorgo che il suo racconto mi entra in un orecchio per finire vomitato dall'altro. La guardo, non se ne avvede. Più verosimilmente ha già capito tutto, ma evita di intavolare un diverbio sulla mia estraneità ai suoi sogni. Amare è anche questo. Una ciurma di giovani tedeschi sale in groppa al treno prima della messa in marcia. Sorridono, soddifatti dell'impresa e grondanti di sudore. Per solidarietà sgrano i denti davanti a loro, come un rosario, e solo ora mi rendo conto di quanto sia importante partire in orario. Senza ritardi, né anticipi.

Giovanni Panettiere

Bergamo, 1 maggio

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